Maurizio 'Dr. Feelgood' Faulisi
 

Claudette, the pretty woman

RoyClaudette

 

Sono d’accordo anch’io con chi dice che a fianco dei grandi uomini della storia, c’è sempre stata una grande donna.
Il 6 giugno 1966, a Gallatin, Tennessee, un paio di mesi dopo le seconde nozze, Roy Orbison e sua moglie Claudette, che sposò nel ’57 e poi ancora nel 1966 dopo il divorzio del ’64, fecero un gravissimo incidente in moto che provocò la morte della giovane donna, non ancora venticinquenne.

Nessuno di noi sa con certezza quali fossero le qualità della moglie di Roy Orbison, sappiamo però che grazie a lei, all’amore che Roy nutriva nei suoi confronti, la carriera del cantante godette di due importanti momenti che lo fecero conoscere in tutto il mondo…

Roy Orbison, anche lui, uscì dai magici studi di Memphis che portavano il nome di Sun Records, ma nonostante fosse dotato di uno speciale talento e originalissima creatività, l’artista non riuscì a diventare famoso come altri colleghi dall’aspetto e dal carattere più wild, aggressivo, in linea con lo spirito da rivoluzione culturale e di costume che coinvolse i giovani degli anni ’50. Le sue canzoni, per quanto belle, difficilmente facevano urlare i ragazzi.

Alcune erano così belle che vennero in seguito riprese da altri, come “Ooby Dooby” dai Creedence Clearwater Revival, “Blue Bayou” da Linda Ronstadt, “Domino” da The Cramps, “Running Scared” da Nick Cave, “Only the Lonely” da Chris Isaak, “You Got It” da Bonnie Raitt, “(Oh) Pretty Woman” dai Van Halen…

Una canzone in particolare, Roy Orbison la scrisse per consegnarla nelle mani degli Everly Brothers, e fu un bel successo, portava come titolo il nome di sua moglie, Claudette…
La scrisse per lei, nel gennaio 1958 la incise alla Sun Records come demo con la sola chitarra, poi nello stesso mese realizzò una versione più completa ma con accompagnamento essenziale di chitarra elettrica, basso e batteria.

Roy in realtà la mise a punto appositamente per gli Everly Brothers, che l’apprezzarono molto e che dimostrarono subito di volerla produrre, infatti la registrarono nel marzo del 1958 per pubblicarla come lato B di “All I Have To Do Is Dream” in uscita il mese seguente.
Roy Orbison ne fece una sua bellissima versione nel 1985, quella definitiva, tre anni prima di morire.

Anche la canzone più famosa di Orbison fu ispirata dalla moglie, l’idea nacque da alcuni commenti fatti insieme al musicista Bill Dees, suo amico e collaboratore, commenti dedicati a Claudette…
“(Oh) Pretty Woman” nel 1964 fu un successo clamoroso, con quasi 70 settimane di permanenza in classifica. Tantissime le cover realizzate da quel lontano 1964, la più famosa quella dei Van Halen, una delle più particolari quella registrata dal gruppo rap, Two Live Crew…

Il video che vi propongo risale al 1983, i fratelli Everly sono alla Royal Albert Hall di Londra, alla chitarra elettrica lo strepitoso Albert Lee, per diverso tempo loro collaboratore. Anche di “(Oh) Pretty Woman” vi propongo una esecuzione live, tratta da un video-concerto in bianco e nero del 30 settembre 1987, uno splendido tributo al grande artista, al quale vollero partecipare i suoi amici e ammiratori Bruce Springsteen, Elvis Costello, James Burton, Glen D. Hardin, Tom Waits, kd lang, Jackson Browne, Bonnie Raitt, JD Souther, T Bone Burnett, Steven Soles e Jennifer Warnes.

https://www.youtube.com/watch?v=Og68RUheoz8#t=60

https://www.youtube.com/watch?v=_PLq0_7k1jk

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